Il viaggio umanitario in Cambogia degli ennesi Fabio Di Dio e Giovanni Quattrocchi “I cambogiani un popolo dal grande senso unione e solidarietà”

Sono giorni molto intensi e carichi di emozioni quelli che Fabio Di Dio e Giovanni Quattrocchi stanno vivendo in alcuni villaggi della Cambogia dove si sono recati in missione umanitaria per andare a consegnare dei filtri che servono per depurare l’acqua. Giorni che i due ennesi si porteranno come ricordo indelebile per tutta la vita. In particolare pe le esperienze dove ogni giorno c’è sempre una novità e come ci testimoniano i due fantastici ragazzi nel loro diario di viaggio quotidiano. “Anche stamattina sveglia alle cinque e si parte direzione villaggio – raccontano – dopo 2 ore traffico per strade completamente sconnesse arriviamo nelle vicinanze . Ma ci fermiamo a compare biscotti e piselli essiccati per i bambini I piselli essiccati – spiegano – servono per il loro fabbisogno vitaminico. Le ragazze della Onlus con cui stiamo collaborando cercano di fargli mangiare tutto e ci hanno consigliato di prenderli. Arrivati al villaggio andiamo a vedere i filtri che finalmente sono arrivati e che a breve saranno consegnati. Giusto il tempo per imparare loro il loro utilizzo. Con i fondi da noi raccolti sono stati anche acquistati dei libri per bambini che spiegano in modo divertente il perché del non è consigliabile bere l’acqua del fiume. Il caldo è assurdo – continuano – ci sono circa 38 gradi. Ma noi andiamo a trovare i bambini a scuola. Entriamo per salutarli e ci fanno una festa incredibile. Ma stiamo solamente poco tempo per non distrarli. Così ci facciamo una chiacchierata con le ragazze della associazione sulla grave situazione igienica del villaggio. Ma usciti dalla scuola i bambini ci vengono a cercare e ci terranno impegnati per tutto il pomeriggio”. Fabio sottolinea un episodio   Dopo una lunga passeggiata mi siedo e con la stanchezza e il caldo mi riposo un pó. Ma i bambini sono seduti accanto a me e mentre mi rialzo erano tutti pronti a sollevarmi per aiutarmi. Erano una decina tutti pronti ad aiutarmi. Un esempio di spirito solidaristico di questa popolazione che inizia con i bambini la voglia di farsi forza l’un l’altro per superare le difficoltà senza lasciare nessuno indietro. In giro con loro sei come in una squadra. Si ferma uno e tutti a sostenerlo anche nelle piccole cose, educati sorridenti e sempre insieme. La giornata è terminata e facciamo ritorno in Hotel giusto il tempo per la cena e leggere i tanti messaggi che ci arrivano da Enna e si va a nanna. Domani la sveglia suona nuovamente alle 5. La gente al villaggio ci aspetta. ..”

Visite: 2255

Condividi questo Articolo

GUARINO-ASSICURAZIONI